Finetica a Roma il 22 ottobre per un seminario nell’ambito del mese dell’educazione finanziaria

Il tema è di quelli attorno ai quali Finetica impegna risorse, professionalità, tutti gli sforzi e tante occasioni di divulgazione e confronto. Questa volta in un contesto che non ha pari se si considera che il MEF (Ministero dell’Economia e della Finanza) a Roma, quel Palazzo delle Finanze che è a via XX Settembre, è il cuore pulsante di tutte le azioni volte a rendere virtuosi i costumi, le prassi e i modi di fare di aziende, cittadini, famiglie come dell’intera economia su cui si fonda il “sistema Italia”. Scovare i motivi per i quali tante persone non riescono ad uscire dal bisogno, agire pienamente in quel solco d’orizzonte etico che Finetica si è data sin dal suo principio. Davanti abbiamo dati che non tranquillizzano. Uno su quattro della popolazione attiva in Italia è escluso dal Sistema finanziario. Il tema dell’esclusione finanziaria ha assunto nel nostro Paese un’importanza via via crescente e si ripropone negli ultimi anni come un problema sempre più pressante per una parte non piccola dei cittadini italiani: circa il 25% della popolazione attiva. Ombre da illuminare a giorno per capire come risolvere se si pensa che per esclusione finanziaria si intende l’impossibilità per una certa fascia di persone, di avere accesso ai servizi bancari ed in particolare al credito bancario, con effetti e conseguenze che vanno ben oltre l’impossibilità di iniziare un’attività economica o di risolvere un problema legato ad esigenze individuali e familiari. L’esclusione finanziaria diventa, così, spesso anche esclusione sociale, perché impedisce una normale vita relazionale ed alimenta una sfiducia nelle proprie qualità personali, diminuendo l’autostima. Questo tipo di esclusione è da considerarsi uno degli effetti che la “finanza preponderante” sta generando nella nostra società e sulle nostre vite. Si tratta di una nuova forma di esclusione. Non più (solo) povertà, ossia esclusione dal reddito; non più (solo) disoccupazione, ossia esclusione dal mercato del lavoro; non più (solo) emarginazione, cioè esclusione dalle normali opportunità di emancipazione e sviluppo umano. L’esclusione finanziaria è divenuta così una cartina di tornasole trasversale di ogni fenomeno di esclusione, non necessariamente ridotta ad una delle sue componenti tipiche, economiche o sociali che siano. Perché in un mondo dominato dalla finanza, la finanza è la chiave di accesso alle opportunità, a molte se non a tutte.
Si contano ben 10 milioni di italiani “esclusi” dal Sistema finanziario; son soggetti che hanno perso – o non hanno mai avuto – il diritto di accedere al credito legale e sono perciò fortemente esposti al rischio usura. Quindi quelli che hanno atti pregiudizievoli a carico, gli iscritti nell’Elenco dei “protestati” ed i “segnalati come cattivi pagatori nella Centrale rischi di Banca d’Italia”. Poi van considerati quanti – disoccupati, precari, lavoranti a nero – che non avendo un reddito stabile e dimostrabile, non possono dimostrare in Banca una cd “capacità restitutiva”. L’esclusione diviene ancora più complicata quando si tratta di richieste di finanziamento per piccoli importi (<10.000€) che le Banche per lo più ritengono siano “operazioni non remunerative” da sostenere ai tassi legali. Si sappia che per quel taglio di “credito” gli usurai agiscono praticamente in un regime di monopolio.
Inoltre, delle circa 4 milioni di imprese operanti in Italia alla fine del 2018, il 95% circa è rappresentato da “microimprese” (definizione 2003/361/CE, per imprese con meno di 10 addetti e fatturato inferiore ai 2 milioni di euro) organizzate giuridicamente nella forma di “imprese individuali” (circa il 65%) o di “imprese familiari” come società di persone (circa il 18%) che operano prevalentemente nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e dei servizi in genere. Queste “microimprese familiari” – la cui sorte è strettamente legata alla stessa sorte delle famiglie che le promuovono e conducono – sono quelle che maggiormente si trovano – in conseguenza della persistente crisi – nelle condizioni di “sovra indebitamento”, di “incaglio” o di “sofferenza” con il Sistema finanziario, e che quindi han maggiormente bisogno di essere assistite ed accompagnate al fine di riuscire ad accedere al credito legale – spesso per un fabbisogno di piccoli importi (<10.000€) – ed evitare in tal modo di cader vittime dell’usura, che, lo ricordiamo: è sempre collegata ai gruppi criminali!
L’obiettivo dell’intervento di “Inclusione finanziaria nel Sistema creditizio legale” che proponiamo consiste nel porsi – attraverso i “Servizi di adozione sociale” offerti – come punto di riferimento stabile e continuativo, che possa accompagnare le piccole esigenze finanziarie delle famiglie e dei titolari di “microimprese familiari”, agevolandone l’accesso al credito legale tramite il Fondo amministrato – direttamente e/o in collaborazione con gli altri Confidi, Fondazioni e Associazioni – di cui all’Art. 15 della L. 108/96.

Il seminario che si terrà a Roma il prossimo 22 ottobre servirà a capire il valore e l’efficacia dell’azione che si sta svolgendo. Finetica come Confidi, come Banca Etica, come il Pio Monte Somma, come Libere Professioni: soggetti, compiti e ruoli diversi che fanno sodalizio quando si parla della lotta all’usura, microcredito, supporto alle fasce disagiate. A Roma saranno loro a dare un contributo importante supportati da un lavoro immenso che il MEF ed alcuni suoi Uffici, in particolare, svolgono con grande professionalità e passione.

Il seminario avrà inizio alle dieci con tre importanti interventi. Di Roberto Ciciani, Dirigente generale del MEF Ufficio Prevenzione utilizzo sistema finanziario a fini illegali. Di Annapaola Porzio, Commissario nazionale antiracket e antiusura. Di Lavinia Monti, Dirigente MEF Ufficio prevenzione e analisi rischio usura. Seguiranno poi, fitte di altri importanti interventi, ben due sessioni. La prima dalle 10.30 alle 12.30. La seconda dalle 14.30 alle 16.30 con le testimonianze ed i contributi di chi il tema lo conosce da tante angolazioni differenti e profonde impegno in sedi variegate e cruciali. Il programma, nel dettaglio, lo abbiamo allegato all’articolo in modo che possa darsi all’attenzione di chiunque voglia poi, su questo portale, andarsi a leggere gli sviluppi che, senza dubbio, verranno fuori.

Vi proponiamo, inoltre, lo spot, da poche ore messo in rete, sul tema dell’educazione finanziaria a cui il MEF ha dedicato, per il secondo anno, il mese di ottobre dacché la seconda edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria #OttobreEdufin2019 è ai nastri di partenza e prevede 500 eventi gratuiti in tutta Italia a cui tutti possono partecipare.

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